Co e re n za
Quello che appare strano è il comportamento di un gran numero di persone, perché risulta incomprensibile e oscuro. Sembra slegato, privo di qualsiasi legame. Non c’è causa, non c’è effetto. Naturalmente non c’è nessuna motivazione credibile per cui ci debba essere esclusivamente una spiegazione causa-effetto. E poi che tipo, quale tipo di legame. Non so darmi una risposta, ma so che ho bisogno di avere un legame. Si, c’è bisogno di umanizzare il mondo, c’è bisogno di assoggettare il reale in una gabbia conoscitiva, in una gabbia logica. Non credo assolutamente che vi sia bisogno di un’esclusione dell’irrazionale, ma alla base della presa dell’uomo sul mondo, vi è una riduzione, una costruzione di legami, lacci e regole. Dico questo perché voglio arrivare al concetto chiave della società e quindi della vita umana: la coerenza. Concetto semplice e chiaro, ma ormai desueto. Alla base del linguaggio comune, quello che permette qualsiasi relazione e azione umana. L’universo è infinitamente colmo di cose, sentimenti, necessità che oggettivamente non hanno una spiegazione, e francamente non è detto che un senso ci sia. Lo sforzo e la natura stessa del nostro cervello sta nel semplificare e rendere a portata di mano tutto quello che mi circonda. A questo punto si comprende bene come un concetto sottovalutato come quello di coerenza sia la base della vita umana, almeno come la conosciamo. È per questo che queste righe urlano, urlano perché il nostro linguaggio, il modo in cui viviamo e il nostro mondo si sta degradando. La coerenza sta scomparendo.