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Pa s si o ni T ri s ti

Posted in Corpo Vissuto con i tag , , , , on Gennaio 28, 2008 by andrea84it

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Questo rimando spinoziano, non rimanda alle discussioni sul cambio di prospettiva delle nuove generazioni in merito al futuro, come del resto l’attualità editoriale ed accademica imporrebbe, ma rappresenta due poli, uno sentimentale ed uno culturale entro cui queste righe si collocano. Il testo di Benasayag e Schmit è interessante, come del resto la riflessione di Galimberti, ma quello che interessa è come coniugare il sentimento – la passione – con la realtà. Non mi riferisco alla dicotomia ragione – irrazionalità, ma al senso di straneamento, di spaesamento e nausea che la nostra società ci impone. Non si parla di morale, di giusto e sbagliato, sempre che tali termini abbiano un senso. Quello che mi interessa è stabilire con quale faccia posso guardare il mio prossimo, come posso camminare con lo sguardo rivolto in alto!?! Non è una questione retorica, e neanche buonista. Io sto esclusivamente ponendo una questione, un problema. Voglio che queste righe siano un pungolo, non per la vostra coscienza, quella è fuori dai miei interessi, ma per il vostro stomaco. La filosofia, la riflessione, la voglia di chiarire  …che in ultimo  non è altro che la necessità di essere rassicurati, di possedere i mondi – cose e concetti – che ci circondano. Voglio che di fronte a quei conati repressi che ci spingono al disinteresse, a fingere che certe cose non esistano o non ci riguardano ci sia una reazione, mi accontento anche solo di una contorsione delle vostre budella. Teoria e prassi.

Co e re n za

Posted in Corpo Vissuto on Gennaio 24, 2008 by andrea84it

Quello che appare strano è il comportamento di un gran numero di persone, perché risulta incomprensibile e oscuro. Sembra slegato, privo di qualsiasi legame. Non c’è causa, non c’è effetto. Naturalmente non c’è nessuna motivazione credibile per cui ci debba essere esclusivamente una spiegazione causa-effetto. E poi che tipo, quale tipo di legame. Non so darmi una risposta, ma so che ho bisogno di avere un legame. Si, c’è bisogno di umanizzare il mondo, c’è bisogno di assoggettare il reale in una gabbia conoscitiva, in una gabbia logica. Non credo assolutamente che vi sia bisogno di un’esclusione dell’irrazionale, ma alla base della presa dell’uomo sul mondo, vi è una riduzione, una costruzione di legami, lacci e regole. Dico questo perché voglio arrivare al concetto chiave della società e quindi della vita umana: la coerenza. Concetto semplice e chiaro, ma ormai desueto. Alla base del linguaggio comune, quello che permette qualsiasi relazione e azione umana. L’universo è infinitamente colmo di cose, sentimenti, necessità che oggettivamente non hanno una spiegazione, e francamente non è detto che un senso ci sia. Lo sforzo e la natura stessa del nostro cervello sta nel semplificare e rendere a portata di mano tutto quello che mi circonda. A questo punto si comprende bene come un concetto sottovalutato come quello di coerenza sia la base della vita umana, almeno come la conosciamo. È per questo che queste righe urlano, urlano perché il nostro linguaggio, il modo in cui viviamo e il nostro mondo si sta degradando. La coerenza sta scomparendo.

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