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Sc i mm ia T ur p is s im a Be s ti a

Posted in Sezione d'Animo con i tag , , , on Gennaio 29, 2008 by andrea84it
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Turpe si, proprio come noi.

Non importa, è perfettamente inutile argomentare al fine di mostrare la nostra ragione,

usare la logica e tutte le strutture retoriche necessarie a condurre un discorso

formalemente corretto. Un dialogo è possibile solo se ci sono le condizioni che questo richiede.

Con buona pace di chi si sente slegato da ogni regola, in ogni cosa, anche nel dialogo, vi sono

regole condivise. Sono quelle condizioni che fanno si che ad una causa sia necessariamente

legato un effetto. Naturalmente il legame sta nella convenzione, esclusivamente in quella.

Una di queste condizioni è la possibilità di mutare opinione. Essa è imprescindibile, dove c’è

dogma non c’è dialogo. Per sua natura il reale non è altro che divenire.  Il linguaggio è il

reale; va da se chè il linguaggio è divenire. Ma che sorta di linguaggio scaturisce dalla limitazione

del divenire. La risposta è semplice: fuoriesce la morte, la morte della parola e della comunicazione.

Alla faccia dell’ecumenismo, della teologia e di buona parte della filosofia affermo perentoriamente

che non è possibile includere nella discussione il fenomeno religioso. Non è un discorso di intolleranza,

ma di serietà, rigore logico, in altre parole Co e re n za. La fede non ha nulla a che fare con la

ragione, con la logica, ne tanto meno con filosofia.  Il pulpito, i libri, la rivelazione come possono

essere discussi!?! Come posso discutere con chi basa la sua vita con la fede, con chi giustifica le

sue azioni con qualcosa che non può e a mio giudizio non deve, capire.  La divinità è altro. Almeno in teoria.

Questa non fa parte dell’orizzonete umano, questo può solo subirla, patirla e parteciparne attraverso

la sofferenza, almeno tra i seguaci della croce. La fede non è soggetta a mutamento,

orientamento o reale comprensione. Essa colma l’insicurezza propria di quella scimmia infelice che

è l’uomo. Ma è tra gli eventi umani quello più pericoloso. Quando giustifico le mie azioni attraverso

il dogma, attraverso le scritture rivelate, in sintesi per fede, viene a mancare ogni prospettiva

comune di accordo e progresso. Viene a mancare un futuro. Viene a mancare la possibilità di un

eventuale costruzione condivisa dei rispettivi destini. Ecco che le Pas si oni Tr ist i si fanno orizzonte.

La religione è fede, la fede è dogma e quest’ultimo è blocco del divenire. Questa è la situazione

innaturale che costringe l’uomo alla perdita della principale chiave di lettura del reale: il divenire.

 

Primo

Posted in Sezione d'Animo on Gennaio 22, 2008 by andrea84it

Queste sono le prime parole di quello che non vuole essere un diario, nè tanto meno una raccolta di opinioni. La volontà che digita i tasti della tastiera è quella di creare un’ agorà virtuale capace di raccogliere i miei pensieri. Ma non è un movimento monodirezionale, questo non è un pulpito, ma un non luogo dove potersi scambiarsi idee fuori dalla standardizzazione, dall’omologazione quotidiana. Al di là dell’autoreferenzialità, con la forza della logica e dell’esperienza della vita vissuta